Aleister Crowley e l'assolo più bello del mondo: il fascino dirompente dell'inconoscibile

Aggiornamento: 21 apr



"La pia finzione secondo la quale il male non esiste lo rende soltanto vago, enorme e minaccioso"

(Aleister Crowley)


Non esiste miglior modo per addentraci in questa storia se non quello di immergerci nell'atmosfera del luogo in cui inizia: ci troviamo nelle Highlands, circondati da un panorama mozzafiato, più precisamente sulle rive di un lago dalle profondità difficilmente esplorabili, avvolto spesso dalla nebbia ed attorniato da brulle e cupe montagne che ne delimitano lo scenario, famoso perlopiù per la presunta presenza di un mostro preistorico, che già dal sesto secolo si narra alberghi nelle sue acque, tanto da esser divenuto, per questa ragione, una delle mete più ambite dai visitatori della Scozia.

Lock Ness tuttavia, accoglie anche ben altro tipo di visitatori, che accorrono numerosi per motivazioni tutt'altro che leggendarie: ciò che a loro interessa non è cosa ci sia o meno sotto la superficie del lago, ma un edificio che sorge sulla riva orientale, conosciuto con il nome di Boleskine House.

Ma cosa rende così interessante questa villa all'apparenza abbastanza comune?

Fu venduta nel1899 per il triplo del suo valore, ma il giovane inglese che l'acquistò non badò a spese: aveva vagato a lungo alla ricerca del luogo adatto e finalmente l'edificio, che tra l'altro aveva fama di esser stato costruito sulle rovine di un antica chiesa andata in fiamme, rispettava tutti i parametri per lo svolgimento di un complesso rituale esoterico che aveva in programma di praticare. All'epoca ventitreenne, aveva da poco lasciato l'università di Cambridge, dove aveva intrecciato conoscenze con poeti, artisti, letterati e filosofi, molti dei quali dediti alla pratica magica ed alchemica, ed era entrato a far parte della più grande e potente organizzazione occulta fondata alla fine dell'ottocento, la Golden Dawn (o Ordine Ermetico dell'Alba Dorata), una società segreta massonica che ancora oggi ha diverse diramazioni in aggregazioni che praticano magia nera.

L'elaborato Rituale di Abra-Melin, che aveva dei tempi di

preparazione di circa sei mesi, prometteva di essere in grado di evocare forze di eccezionale potenza, seminando il panico in tutta la regione.

Molti ritengono ancora oggi, che praticarlo abbia scatenato una tale energia, che è stata in grado di trasformare questo luogo nell'Onfalus, ossia nel centro spirituale del mondo.

Questa è la ragione per la quale Boleskine House attira tanti visitatori, ed il nostro famigerato acquirente non è altro che uno dei personaggi più singolari mai esistiti:

Aleister Crowley, l'uomo che stregò il '900.


Ma chi è Crowley?

Poeta lirico e drammatico, romanziere, giornalista, pittore, noto alpinista, giocatore di scacchi di alto livello, Crowley è effettivamente un vero e proprio letterato, ha studiato filosofia e letteratura inglese, è un rinomato scrittore, ma pur vantando a suo credito diversi trattati importanti, è meglio conosciuto come autore dei più importanti manuali di occultismo del ventesimo secolo.

Crowley durante la scalata del K2

Considerato un'autorità negli ambienti esoterici, ha scritto

diverse dozzine di libri antologizzati in The Oxford Book of English Mystical Verse.

Sul piano politico si sente affascinato sia dal nazismo che dal comunismo, ed etichetta la democrazia come:


"un imbecille e nauseante culto della debolezza".


Rimane famosa una lettera al capo del bolscevismo Lev Trotsky, dove chiede che gli sia affidata l'estirpazione del cristianesimo dalla faccia della terra.

Proprio il suo odio viscerale per la dottrina cristiana, che affiora in tanti suoi scritti, gli causerà non pochi problemi.

Le origini di questa sua avversione sono da ricercare

probabilmente nel contesto puritano in cui fu educato, i genitori erano fanatici membri di un raggruppamento di cristiani evangelici che vivevano costantemente nella paura dell'apocalisse: il padre, autore tra l'altro di alcuni manuali sul tema, predicava incessantemente la sua dottrina e obbligava il figlio a partecipare allo studio ed alla divulgazione delle sacre scritture, nonché ad aver contatti solamente con bambini la cui famiglia condivideva la loro stessa fede.

E' facile comprendere che proprio la morte del padre fu, per sua stessa ammissione, un punto cruciale della sua vita.

Iniziò a discostarsi sempre più dalla vita evangelica che così profondamente aveva segnato la sua infanzia, e a rendersi conto che molte di quelle attività che i genitori ritenevano peccaminose, in realtà lo attraevano.

Sicuro che dietro ad ogni uomo di chiesa si celasse un pervertito, egli scrisse nell'opera "The confession of Aleister Crowley":


"Secondo l'ipotesi cristiana, la realtà del male, rende uguali il dio ed il diavolo, e se dovessi parteggiare per qualcuno allora non sarebbe difficile scegliere, le forze del bene sono sempre state quelle che mi hanno oppresso, le ho costantemente viste distruggere la felicità degli altri uomini miei simili, e poiché mi è stato dato di sperimentare il mondo dell'incorporeo, il mio primo passo deve consistere nell'entrare in personale contatto proprio con il diavolo" .


Sebbene queste parole abbiano indotto molti a credere che alcune sue opere siano state fonte d'ispirazione per il satanismo, è bene precisare che la maggioranza degli studiosi lo considerano non coinvolto con queste pratiche, egli infatti in altri passi, non solo si dichiara ateo, ma afferma anche che il diavolo non esiste.

Resta il fatto che Crowley è un carismatico incantatore, ha una personalità molto controversa, è un egocentrico all'ennesima potenza, spregiudicato sino al cinismo, la sua dissennatezza morale ed il disprezzo per le regole e per le convenzioni, lo spingono a compiere imprudenze e scorrettezze al limite dell'illegalità. Sperimenta vari tipi di droga, i piaceri della carne e le gioie della perversione.

Un giorno decise di testare la veridicità del detto secondo il quale i gatti hanno nove vite.

Ne avvelenò uno, poi lo soffocò, lo impiccò, lo pugnalò, gli tagliò la gola, gli schiacciò la testa, lo bruciò, lo annegò e lo buttò dalla finestra:

il tutto venne annotato scrupolosamente nel suo diario.

E cosa dire del suo famoso Serpent Kiss?

Crowley esercitava un fascino irresistibile, una delle sue pratiche più disgustose era quella afferrare il polso di una donna a cui era stato presentato e mordere fino a farla sanguinare: il fatto inconcepibile è che non risulta nessuna lamentela da parte di anche solo una di queste.

Pare che i suoi poteri ipnotici fossero tali, che un giorno riuscì ad ipnotizzare una perfetta sconosciuta, una giovane donna appena sposata, che sotto il suo incantesimo lo accompagnò in un hotel, dove rimasero per una settimana.

Crowley non disdegnava di praticare sesso anche con gli uomini, durante la sua permanenza a Cambridge infatti, ebbe un forte legame con uno dei suoi compagni universitari, ma per la cultura del tempo l'omosessualità é una colpa punita severamente, come ci insegna Oscar Wilde che finì in prigione per questo: oramai Crowley per la polizia è un potenziale delinquente, o "l'uomo più cattivo mai esistito" come egli stesso era solito definirsi.


Assolutamente centrale nella sua vita è l'uso della magia, che definisce come la scienza e l'arte di causare cambiamenti in conformità con la volontà, ovvero la capacità di dominare le forze della natura mediante il ricorso di pratiche occulte.

Durante uno dei suoi tanti viaggi, dove sperimenta le più antiche e disparate pratiche esoteriche, giunge in India, dove conosce la magia sessuale del tantrismo, chiave di volta per i suoi nuovi progetti.

Crowley decide infatti di creare un nuova fede (oggi riconosciuta in tutto il mondo) in cui si professa che

l’uomo deve realizzare la propria volontà e non quella di Dio, una religione magica che chiamerà Thèlema, parola greca che significa appunto volontà, fondata principalmente sulla magia sessuale: la filosofia del nuovo credo predica l'abbattimento di tutte le inibizioni artificiali e societarie, al fine di liberare il sé essenziale.

"The book of the law", il libro della legge scritto da Crowley in trance, sotto dettatura di un emissario del dio egizio Horus, è la base del credo di Thèlema, e annuncia la fine di un'era oramai arrivata all'epilogo e l'avvento di una nuova, in cui l'umanità si libererà dalle catene dell'ignoranza e della religione.

Thèlema mette l'uomo al centro del suo destino, e la rinascita ha un motto iniziatico che in seguito affascinerà il mondo:



"fai ciò che vuoi sarà tutta la legge".



Ed è a questo punto che la storia di Crowley si intreccia con l'Italia.

Costretto a vendere Boleskine House per esigenze di denaro, decide che come ogni altro ordine religioso anche Thèlema deve avere il suo luogo di culto: interroga l’oracolo I Ching, e sceglie la Sicilia come sede idonea per fondare il tempio, nel cuore dell’Italia popolare e bigotta del 1920, indubbiamente ostile nei confronti del suo comportamento e delle sue stranezze.

L'Abbazia di Thèlema in realtà, non era altro che l’abitazione dove anche lui soggiornava, precisamente a Cefalù, nella località di Santa Barbara, dove i suoi seguaci avrebbero trovato costantemente rifugio: il tempio fu una sorta di comune proto-hippie che attirò da tutto il mondo esoteristi, scrittori, attori, modelle, accademici e scienziati.

Crowley ed i suoi seguaci erano soliti riunirsi cinque volte al giorno, non soltanto per pregare e praticare yoga, ma anche per effettuare sacrifici di animali ed orge rituali, spesso sotto l’effetto di stupefacenti.


"Io sono il Serpente che dona la Conoscenza ed il Piacere e gloria fulgida, ed eccita i cuori

umani con l'ebrezza. Per adorarmi prendete vino e strane droghe di cui narrerò al mio profeta ed inebriatevene! Non vi faranno alcun male. Questa della follia contro sè stessi è una menzogna. L'esibizione dell'innocenza è una menzogna. Sii forte, o uomo! Desidera, godi ogni cosa dei sensi

e dell'estasi: non temere che alcun Dio possa punirti per questo". (Aleister Crowley, The book of the law)

svolgimento di un rituale presso l'Abbazia di Thèlema, Cefalù

Su pareti e pavimenti dell'Abbazia erano presenti immagini di nudo e pornografia, murales erotici dipinti dallo stesso Crowley, sull'esempio di Paul Gauguin. Il suo scopo era abituare i visitatori alla visione di tali scene, fino a renderli indifferenti nei confronti delle pulsioni sessuali.


"Nei suoi rituali si faceva abbondante uso di sesso e droghe: per Crowley, il sesso era un sacramento e lo scambio di fluidi sessuali l’equivalente dell’Eucarestia, manifestata nei «biscotti della luce», fatti con un impasto di sangue mestruale o una mistura di sperma e fluidi vaginali. Crowley stesso era un libertino bisessuale che predicava la completa libertà di costumi sia per gli uomini che per le donne." (Il Corriere.it)


La permanenza di Crowley a Cefalù durò solo tre anni, nell'aprile del 1923, sotto spinta del clero locale, fu espulso dall'Italia da Mussolini in persona, con l'accusa di pratiche oscene, perversione sessuale e propaganda antifascista.

Lasciata l'Abbazia, le pitture, dichiarate sconce, vennero in parte ricoperte.

Nel corso degli anni la proprietà, non trovando un acquirente in quanto "precedentemente abitata dal diavolo in persona", fu abbandonata, ed oggi si trova in condizioni fatiscenti.

Nonostante lo stato in cui riversa la proprietà attualmente e la conseguente oggettiva difficoltà di percorso nel raggiungerla, anche questa dimora è meta di innumerevoli visitatori.

Negli anni '50 l'Abbazia venne per un breve periodo riscoperta, quando giunse a Cefalù un regista d'avanguardia ammiratore di Crowley, Kenneth Anger, in compagnia del un noto sessuologo Alfred Kinsey e del fotografo e scrittore Fosco Maraini. Grazie a loro furono riportati alla luce parte dei dipinti.

Nel 1990 l'assessorato regionale dei beni culturali ha dichiarato l'Abbazia di Thèlema bene di importante interesse storico ed artistico e l'ha sottoposta alle norme di tutela, ma i tentativi di richiesta fondi per trasformare la proprietà in un museo, più di una volta non sono andati a buon fine, probabilmente a causa della fama diabolica del tempio.


Ma Crowley non fu un pazzo qualsiasi.

I suoi scritti e le sue teorie hanno influenzato profondamente la cultura di massa a livello mondiale, senza dimenticare che grazie a lui e al suo giornale "The Equinox", per la prima volta vennero resi noti tutti gli insegnamenti operativi di una potente società ermetica, la Golden Dawn, che annovera membri di primo piano europeo, tra cui il premio Nobel per la letteratura William Butler Yeats.

"Quest'uomo è stato riverito come grande filosofo e perseguitato come il peggiore dei nemici. Il suo motto non è più lo storico «conosci te stesso» ma «fai ciò che vuoi»: Crowley è pericoloso proprio per questo semplice concetto, perché al di là di ogni morale e restrizione egli raccomanda di ascoltare la voce della propria interiorità, e di confrontarsi con tutti gli aspetti dell'inconscio, anche quelli più oscuri...nel pensiero del novecento Crowley è il principale indiziato di satanismo, tuttavia egli non può esser considerato tecnicamente un satanista, egli stesso afferma che il diavolo non esiste, perché per lui «non c'è altro dio che l'uomo» e satana è semplicemente un nome inventato dalle religioni per i loro fini di disciplina repressiva"

(Fai ciò che vuoi. Vita e opere di Aleister Crowley, Lawrence Sutin)

Ad oggi, dopo anni di studi e molteplici ricerche da parte di storici ed appassionati, chi fosse davvero Crowley rimane uno dei tanti misteri più incredibili della storia umana, la sua personalità si presta alle più svariate interpretazioni, l'unico fatto certo è che, per chi incontrò il suo cammino, egli fu indimenticabile.


Le celebrazioni da parte del mondo artistico sono talmente tante da apparire inverosimili: la sua prosa ispirò racconti di Sir Arthur Conan Doyle, intrigò Ernest Hemingway, G.K. Chesterton, Daniel Pennac, Fernando Pessoa, che intrattenne con lui una fitta corrispondenza, Leonardo Sciascia, che dà un'interpretazione personale della sua espulsione dall'Italia in un suo racconto intitolato "Apocrifi sul caso Crowley", Umberto Eco nel suo "Pendolo di Focault", e centinaia di altre opere, tra biografie, libri, film, documentari, serie tv, quadri, fotografie, fumetti, videogame, linee di moda.

Tutti pazzi per Crowley.


Ma è stato il mondo della musica che più di tutti le ha voluto rendere omaggio, gli innumerevoli rifermenti sono impossibili da citare nella loro completezza. Mi limiterò a portare alcuni esempi.

Crowley compare niente meno che sulla celebre

copertina di uno dei dischi più famosi della storia del rock: "Sergent Pepper's Lonely Hearts Club Band"

dei Beatles.

Ringo Starr dichiarò in un intervista dell'epoca:

"Abbiamo pensato di raggruppare i volti delle persone che amiamo ed ammiriamo".

Alla fine del disco è inciso un piccolo messaggio segreto, che anche se molto breve, si può ascoltare chiaramente :

"We'll all be magik superman" (saremo tutti dei magici superuomini), ispirato chiaramente alle teorie di Crowley.

"Decidemmo di lasciare un piccolo messaggio segreto alla fine del disco, così siamo andati in studio ed abbiamo registrato il groove. Dura solo un secondo, ma c'è voluta una serata intera per farlo giusto". (The Beatles)

Sting, bassista e voce dei Police, è un seguace di Crowley. In un intervista rilasciata nell'84 alla rivista pornografica "Penthouse", si è dichiarato un thèlemita.

Nel brano "Synchronicity II", contenuto nell'album "Synchronicity" dell'83, c'è un chiaro riferimento a Boleskine House:

"Many miles away there's a shadow on the door of a cottage on the shore of a dark scottish lake",ovvero

"Molte miglia da qua c'è un'ombra sulla porta di un cottage sulla spiaggia di un oscuro lago scozzese".

Anche David Bowie era un seguace di Crowley e pare che sia stato fotografato in diverse pose abbigliato in maniera simile a lui. Nel brano "Quicksand", dell'album Hunky Dory del '71, canta:

"I’m closer to the Golden Dawn, immersed in Crowley’s uniform of imagery"

(Sono più vicino alla Golden Dawn, immerso

nell’uniforme dell’ìmmaginario di Crowley).

In questa foto vediamo Crowley in una posa della Golden Dawn denominata "The Enterer" (colui che entra). Bowie ha eseguito la stessa posizione al termine del brano "TVC15", invocando l'aiuto degli elementi.



Gli Iron Maiden hanno tratto ispirazione da

Crowley per alcuni loro brani, come "Revelation", pezzo contenuto nell'album "Piece of Mind" dell'83, e "Moonchild", contenuto nell'album "Seventh son of a Seventh Son" dell'88.

Per la stesura del testo di quest'ultima traccia, si sono ispirati all'opera di Crowley "Liber Samekh", ma c'è da dire che lo stesso titolo, Moonchild, è anche il titolo di un altro libro di Crowley, scritto nel1917.

Il cantante della band Bruce Dickinson, ha parlarto nuovamente di Crowley nel brano "Man of Sorrows", contenuto nel suo album da solista "Accident of birth" del '97. Per ben tre volte nel testo riecheggia il motto iniziatico che ben conosciamo:

"Do what thou wilt" ovvero "Fai ciò che vuoi".

Dickinson ha inoltre scritto il copione di un film del 2008 basato sulle gesta di Crowley, dal titolo "Chemical wedding".

Jimmy Page davanti a Boleskine House

Jimmy Page, chitarrista del Led Zeppelin,

non solo è il più grande collezionista al mondo di oggetti appartenuti a Crowley (cappelli, bastoni da passeggio, libri,

quadri, attrezzi utilizzati durante i riti, manoscritti), ma nel1970 acquistò anche Boleskine House, di cui è stato proprietario sino al 1992. Dopo averla ristrutturata, riportandola allo stato originale in cui si trovava quando Crowley ci dimorava, assunse anche il noto satanista Charles Pace, per dipingerla con i simboli della magia rituale.

Nel terzo album della band, "Led Zeppelin III", compare una frase incisa nello spazio vuoto tra l'ultima track e l'etichetta centrale:

"Do what thou wilt, so mote be it", ovvero" Fà ciò che vuoi, e così sia".

Page ha tentato di acquistare anche l'Abbazia di Thèlema a Cefalù, e non contento, nel 1974 ha aperto a Londra una libreria specializzata in occultismo, esoterismo e magia, chiamata

"The Equinox", proprio come il nome del giornale pubblicato da Crowley a partire dal1909.

Ozzy Osbourne aveva condiviso la passione per

Crowley con la sua band, nonchè a quanto pare con buona parte della scena rock britannica.

Ma fu nel 1980 che, fresco di scioglimento con i Black Sabbath, decise di intitolargli un brano, "Mr. Crowley", contenuto nel suo album d'esordio come solista "Blizzard of Ozz":


"Ho letto diversi libri su Aleister Crowley. Era un ragazzo molto strano e ho sempre voluto scrivere una canzone su di lui. Mentre stavamo registrando Blizzard of Ozz, c'era un mazzo di tarocchi ideato da Crowley in giro per lo studio di registrazione. Beh, una cosa tira l'altra e così è nata Mr. Crowley". (Ozzy Osbourne)

All'epoca Osbourne aveva appena ingaggiato il suo nuovo chitarrista, Randy Rhoads, co-autore del brano assieme al bassista Bob Daisley:

"Quando ho incontrato per la prima volta Randy Rhoads, pensavo fosse una femmina. Ascoltarlo al Le Parc Hotel di Los Angeles mi ha disintegrato.(...) Randy è arrivato, era un piccoletto, pesava qualcosa come 45 kg. Così ho pensato: «Quel tizio non riuscirebbe a sollevare una chitarra, figuriamoci suonarla». Ma quando ha iniziato ho capito: «Forse sono davvero fumato, ma questo tizio è meglio di chiunque altro abbia mai ascoltato»". (Ozzy Osbourne a Rollling Stones)

Rhoads aveva un dono divino.

Devoto studioso della tecnica chitarrista, ha il merito di aver creato uno stile innovativo, combinando l'approccio al riffing metal con gli elementi della musica classica.

Annoverato tra i più talentuosi ed influenti chitarristi della scena rock mondiale, i suoi assolo lo hanno reso una leggenda della chitarra immediatamente dopo l'uscita di "Blizzard of Ozz".

Il brano "Mr. Crowley" è apprezzato proprio per merito del notevole virtuosismo alla chitarra di Rhoads.

L'assolo finale è un'acrobazia epica, un'intensa cavalcata di tensione in crescendo basata su una progressione in stile bachiano, che raggiunge l'apice nella fase conclusiva, dove un plettrato velocissimo va a creare un effetto tremolo che porta il pathos alle stelle: è indiscutibilmente uno degli assoli più belli della storia del rock, e forse anche della storia in generale, un'esplosione di inquiete emozioni che riescono a tramutarsi in beatitudine per l'orecchio dell'ascoltatore, la tecnica al servizio della melodia lo rende indimenticabile, sembra quasi che riascoltarlo non sia mai abbastanza.

E' stato nominato come il più grande assolo di chitarra metal da "Digital Dream Door", e fa parte dei cento miglior assoli di chitarra secondo "Guitar World".


"(...) Il solo alla fine di Mr. Crowley era fantastico, nella stessa categoria di quello di Comfortably Numb dei Pink Floyd. Quando senti una cosa del genere, sai di avere di fronte un tizio diverso da tutti gli altri".

(Ozzy Osbourne in un'intervista a Rolling Stones)


"Il più grande assolo di tutti i tempi? sono il primo ed il secondo assolo in Mr. Crowley di Randy Rohads, potresti insegnarli in un corso di musicologia a livello universitario oppure scuoterci la testa in un raduno heavy metal"

(Tom Morello, chitarrista dei Rage Against the Machine e degli Audioslave, in un'intervista a Metal Hammer)


Randy Rhoads riceve il premio per il miglior nuovo talento del 1981 dalla rivista Guitar Player

"Mr. Crowley" apre con un angosciante preludio di tastiere degno di una cattedrale sconsacrata,

al termine del quale un inconfondibile Osbourne, quasi dubbioso del fatto che si stia rivolgendo ad un profeta oppure ad un millantatore, invoca più volte il nome di Crowley, palesando il desiderio di entrare nei suoi pensieri e di porgli quelle domande, le cui risposte la morte ha lasciato vaghe. La tetra solennità del brano è incorniciata dalla straordinaria performance di Rhoads:


"Mr. Crowley, che ti passava per la testa?

Oh, Mr. Crowley, hai parlato con la morte?

Il tuo stile di vita mi sembrava così tragico

nonostante i brividi che mi trasmetteva

Hai fregato tutti quanti con la tua magia

Sì, hai atteso alla porta di Satana (...)

(...) voglio sapere quello che volevi dire

voglio sapere, voglio sapere quello che volevi dire, si."



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