Dalla Sicilia a Tozeur: la valenza incantatrice della figura femminile

Aggiornamento: 21 apr

Allo stretto di Messina, da sempre luogo ricco di suggestione, sono connessi tanti miti, tra cui quello di due spaventosi mostri marini, Cariddi (colei che risucchia) e Scilla (colei che dilania):


"Cariddi gloriosamente l'acqua livida assorbe/tre volte al giorno la vomita e tre la riassorbe/paurosamente. Ah, che tu non sia là quando riassorbe.."

"Scilla è atroce/dodici ha piedi, anteriori tutti/sei lunghissimi colli e su ciascuno/spaventosa una testa, e nelle bocche/di spessi denti un triplicato giro./E la morte più amara di ogni dente."

(Odissea XII)

Mentre Cariddi ingoia e rigetta tre volte al giorno l'acqua del mare creando spaventosi vortici e trattenendo tutti gli esseri viventi che vi trova, Scilla attenta alla vita dei naviganti con le sue sei teste, cercando di afferrare altrettanti marinai. Esistono alcune incongruenze attorno alla loro storia, certo è, che prima di essere tramutate in due mostri, esse erano due bellissime ninfe del mare.

Il mare, dimora di ambigue e polimorfe donne mitologiche, simboli rappresentativi di un immaginario che vede il femminile come sinonimo di perdizione; il mare, dove prestando ascolto al canto di alcune creature bellissime e seducenti, l'uomo si allontana dalla retta via per abbandonarsi al naufragio delle passioni; il mare, tra le cui spume albergano le sirene, Cariddi e Scilla, ma non solo: la terza figura leggendaria femminile legata alle acque dello stretto é Morgana, una potente maga della mitologia celtica, che induceva nei marinai visioni di fantastici castelli in aria o in terra, per attirarli e condurli a morte.

Ancora una donna che conduce alla perdizione ed alla morte quindi, a testimonianza di quanto la figura femminile abbia da sempre, nella cultura popolare, una potente valenza fatale ed incantatrice.

A lei, ed ai suoi poteri ammaliatori, si ispirarono dunque i Normanni, quando trovandosi spettatori di un una forma insolita di miraggio nello stretto di Messina, denominarono il fenomeno "Fata Morgana".

Il termine è italiano ed è usato anche all'estero in italiano.

L'effetto Fata Morgana è una forma complessa di miraggio che si può osservare in una stretta fascia appena sopra l'orizzonte, il quale genera un'illusione ottica che distorce così tanto l'oggetto (o gli oggetti) da renderli insoliti e irriconoscibili.


"Può riguardare qualsiasi tipo di oggetti distanti, come isole, coste o barche. Il soggetto è mostrato in evoluzione, in posizioni diverse da quelle originarie, in una visione che può passare senza soluzione di continuità dalla compressione all'allungamento." (Wikipedia)


E da buon siciliano, Franco Battiato ne era a conoscenza:


"Io stavo sempre seduto sopra un muretto a guardare il mare" (Sequenze e frequenze,1972).


Sull'onda delle sue composizioni dal carattere mistico ed esotico, decise di rendere omaggio a Tozeur, oasi del deserto tunisino circondata da un lago salato, le cui esalazioni, in estate, portano i viandanti a vedere miraggi: è l'effetto Fata Morgana, e se un tempo si credeva di scorgere carovane nere all’orizzonte, oggi quei miraggi sono sostituiti dai treni.


" ...distese di sale e un ricordo di me, come un incantesimo..."

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